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Rinnovabili: Italia prima negli incentivi, ma ultima negli investimenti

pubblicato 01 set 2011, 02:20 da Sončna Elektrarna Fotovoltaika
Un primato europeo negativo e uno positivo per l’Italia: siamo l’ultimo Paese negli investimenti di ricerca nel settore energia, ma il primo negli incentivi alle fonti rinnovabili. Questo il principale e contradditorio dato che emerge da un rapporto dedicato all' innovazione energetica dell’ Istituto per la competitività (I-Com) di Roma, i cui dettagli saranno presentati al Festival dell' Energia di Firenze il 23 settembre prossimo.

Un secondo dato che fa riflettere riguarda il numero delle pubblicazioni dei nostri ricercatori, se paragonato a quello delle domande di brevetto presentate nel 2010 all'European Patent Office. Per le prime siamo in una posizione media,per i brevetti, invece, drammaticamente indietro. Per fare un esempio, la Corea del Sud, al secondo posto nella classifica dopo gli Stati Uniti, ne ha 1.175, mentre noi solo 95, 1/10 di quelle della Germania, meno di 1/3 della Francia e inferiori anche a quelle spagnole. Ciò lascia trasparire con estrema chiarezza che il nostro Paese continua a trovare molte difficoltà nel passaggio dal teorico al concreto.

Perché? Prima di tutto ci sono pochi investimenti privati, ma, soprattutto, manca quella sinergia tra il settore pubblico e quello privato che possa consentire un maggiore scambio di conoscenze. È questa la spiegazione al gap italiano tra “teoria e pratica” per Giovanni Lelli, prima direttore generale dell' Enea: “per facilitare lo scambio di conoscenze – ha detto Lelli in un'intervista sulla stampa nazionale-   abbiamo siglato da un paio di mesi un accordo con Confindustria ma le domande che arrivano dalle aziende sono molto poche. Nel fotovoltaico e nel solare termodinamico in Italia si sono ottenuti dei risultati e c' è qualche società che si sta muovendo. Tuttavia per cambiare le cose occorre un programma nazionale sull' innovazione energetica che agisca da regia assegnando incentivi che stimolino secondo precise direzioni il mondo produttivo. L' uso degli incentivi ha senso se è rivolto anche alla crescita delle capacità tecnologiche creando vantaggi industriali ed economici”.

Insomma dati tristi che, però, non sorprendono, visto che anche l’Enea,  l’unico centro di ricerca italiano per l’energia, è commissariato da oltre 1 anno.

Scritto da Roberta Ragni   

Dal sito: www.greenbiz.it



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