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La produzione elettrica da rinnovabili si avvicina agli obiettivi europei

pubblicato 26 set 2011, 02:13 da Sončna Elektrarna Fotovoltaika
Le energie verdi nel 2010 hanno pesato per il 22,8% nella generazione italiana, contro il 21,2% del 2009. In aumento il contributo di solare ed eolico.

La produzione elettrica italiana è sempre più 'verde': è quanto evidenzia il bilancio elettrico del 2010 rilasciato dal Gse, che mette in luce come lo scorso anno la quota di generazione elettrica assicurata da fonti rinnovabili abbia raggiunto il 22,8% della richiesta nazionale (21,2% nel 2009). La percentuale è persino superiore a quella centrata (20,8%) nella prima metà del 2011 dalla Germania, indicata da molti osservatori come la capofila della rivoluzione green europea ed avvicina il nostro Paese al target del 28,97% al 2020 imposto dalla strategia europea denominata 20-20-20. Più nel dettaglio, gli impianti alimentati da fonti rinnovabili hanno raggiunto la potenza complessiva di 30,3 GW (+14,2% rispetto al 2009) e una produzione lorda di 77 TWh (+11,1%).

L'analisi dei numeri del Gse rivela non poche sorprese: sino a non molto tempo fa la produzione di energia rinnovabile in Italia era assicurata essenzialmente dal tradizionalissimo idroelettrico, con un contributo poco rilevante delle vere e proprie energie alternative (eolico, fotovoltaico, ecc). Ancora nel 2009 l'idroelettrico garantiva circa il 71% della generazione complessiva delle rinnovabili italiane. Nel 2010, nonostante la produzione idraulica abbia raggiunto il suo massimo storico, superando i 51.045 GWh prodotti nel 1977, la sua quota è stata intaccata - ed è scesa al 67,1% - dall'esplosione delle altre energie a basso contenuto di carbonio. Degli oltre 7.700 Gwh di generazione aggiuntiva delle fonti pulite, infatti, soltanto 1939 (25,6%) sono attribuibili al record dell'idroelettrico, mentre il resto è stato determinato dal fortissimo sviluppo di eolico (+39,5% rispetto al 2009), solare (+181,7%) e bioenergie (+24,9%). 

La crescita della generazione green ha comportato una riduzione del peso della componente termica tradizionale (da 64,7% al 63,8% del 2010) e delle importazioni nette (da 14,1% al 13,4% del 2010). Tra i combustibili fossili il gas continua a comunque a fare la parte del leone, assicurando da solo ben il 44,9% della produzione elettrica nazionale. Per quanto riguarda invece la ripartizione dei consumi, la ripartenza dell'economia ha favorito l'aumento del fabbisogno dell'industria, che è passato dal 43,5% del 2009 al 44,7% del 2010. Il dato è invece negativo negli altri tre macrosettori: i consumi domestici rappresentano nel 2010 il 22,5% del totale, quelli del terziario il 31% e l'agricoltura appena l'1,8%. Nel 2009 erano rispettivamente pari al 23%, al 31,6% e all'1,9%.

G.Tor.
Dal sito: www.energia24club.it
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