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Fotovoltaico, se non ora, quando?

pubblicato 21 ott 2011, 00:12 da Sončna Elektrarna Fotovoltaika
Ci sono tutte le condizioni per fare dell'industria del fotovoltaico una delle principali risorse del Paese dl Sole. Tenendo ben presente che l'obiettivo è il raggiungimento della grid parity che consentirà di fare a meno una volta per tutte delle incentivazioni che attualmente sembrano, ma non sono, un ostacolo insormontabile.


Tempo di bilanci per il GIFI (Gruppo imprese fotovoltaiche italiane), e cifre ben chiare e definite anche per mettere le mani avanti contro eventuali colpi di coda da parte dell’attuale Governo che vede chiaramente come fumo negli occhi l’obbligo che gli corre di dover prestare attenzione al fotovoltaico.

Tutta colpa del referendum che ha mandato per la seconda volta a gambe per aria la fantomatica e deleteria scelta nucleare, speriamo una volta per tutte.

Ma non è soltanto il Governo che deve prendere atto della situazione del fotovoltaico italiano che ha superato quello tedesco (nel 2011, per l’Italia, potenza cumulata 11.010 MW; per la Germania, 5.500 MW) che finora l’aveva fatto da padrone. Anche nell’opinione pubblica è auspicabile che si formi la convinzione che il fotovoltaico è una grande opportunità per tutto il Paese, e non soltanto per i possessori di un impianto fotovoltaico che percepiscono gli incentivi.

Grazie tante, dirà qualcuno o più di uno, è lo Stato a pagare gli incentivi, e in questo modo non si fa mercato ma assistenza.

Sarebbe vero se non fosse che:
- lo Stato ha ricavato nel solo 2010 ben quattro miliardi di euro dagli investimenti nel fotovoltaico italiano, contro incentivazioni pari a 826 milioni di euro;
- grazie a i 12.600 GWh annui, generati da 10,7 GWp di impianti in esercizio a fine agosto 2011 (dati GSE), si è evitato il rilascio in atmosfera di ben 6,3 milioni di tonnellate di CO2 all’anno; ciò rende più vicini gli obiettivi 20-20-20 per l’Italia [riduzione del 20% di CO2 entro il 2020, e impiego di 20% in più di energie rinnovabili; il mancato raggiungimento degli obietivi comporta pesanti sanzioni che l'Italia dovrebbe in quel caso pagare, ndr].

Inoltre, la filiera italiana del fotovoltaico è adesso in grado di attrarre investimenti e di esportare il proprio know-how.

Naturalmente quest’ultimo obiettivo richiede stabilità del mercato e della normativa, mentre in Italia, osserva il GIFI, da Agosto 2010 ad Agosto 2011 si sono registrate ben sei modifiche normative!

In definitiva, come ha detto in una recente conferenza Valerio Natalizia, presidente GIFI «le tariffe incentivanti sono un volano necessario per permettere al settore di raggiungere un livello di industrializzazione tale da competere con il costo di generazione di energia elettrica prodotta con fonti tradizionali».

La normalità sarà rappresentata dalla grid parity, quando cioè un kWh prodotto con il sistema fotovoltaico avrà lo stesso costo, se non inferiore, di quello prodotto da una centrale elettrica tradizionale.

Ma la parità è vicina, questa è la buona notizia.

Dal sito: www.quotidianocasa.it

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