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Fotovoltaico: ecco perchè conviene ancora investire nell'energia solare

pubblicato 07 nov 2011, 01:41 da Sončna Elektrarna Fotovoltaika
E’ stata presentata ieri la “Monografia sui benefici del fotovoltaico” redatta da ANIE/GIFI, nella quale il gruppo illustra gli innumerevoli vantaggi dell’energia solare, non solo in termini economici. Vediamoli punto per punto.

L’intento di ANIE/GIFI, come riportato nel documento stesso, è quello di informare l’opinione pubblica, le Istituzioni e la classe dirigente del Paese sui benefici che porterebbe il corretto sviluppo del mercato del fotovoltaico in un prossimo futuro, sia per lo Stato che per le imprese e le famiglie italiane.

Il primo dato che viene menzionato è l’obiettivo individuato nel Piano di azione Nazionale: 8 mila MWp al 2020, già superati. “Nel 2011 l’Italia rappresenterà molto probabilmente il primo mercato al mondo per potenza fotovoltaica  installata - si legge nella stessa nota - ed abbiamo la possibilità di rappresentare un modello per tutti quei Paesi che stanno adottando modelli incentivanti per le rinnovabili”.

Lo scorso agosto è stato possibile compensare integralmente l’aumento della domanda elettrica nazionale grazie agli oltre 11 mila MWp connessi alla rete elettrica; tra gennaio e agosto 2011 il fotovoltaico ha peraltro generato il 3% dell’energia elettrica consumata in Italia.

Restano, come precisa ANIE/GIFI, le solite questioni “non insormontabili” di stabilità della rete stessa, ma “possono essere ampiamente superate e gestite ricorrendo all’utilizzo di tecnologie per la gestione intelligente dell’energia (smart grid), dell’accumulo (batterie e veicoli elettrici) e del pompaggio idroelettrico (ben 22 GW di potenza idroelettrica installata in Italia e 7,7 GW di pompaggi). La questione della gestione dell’energia non programmabile è ben nota a quei Paesi come Danimarca e Nord della Germania dove l’eolico arriva spesso a superare il 100% della domanda locale”.

Si tratta di un settore, quello del fotovoltaico, che risulta redditizio per l’Italia e che conduce nel nostro territorio 40 miliardi di euro di investimenti all’anno provenienti in primis da privati e che hanno generato oltre 100.000 posti di lavoro (circa 20 sono addetti diretti e con età media inferiore ai 35 anni). Anche lo Stato trae benefici da questa situazione: gli introiti ammontano a quasi 4 miliardi di euro nel solo 2010 e si tratta di entrate che non hanno richiesto nessun esborso da parte dello Stato”, puntualizza il gruppo parte di Confindustria.

Altro dato interessante ricordato ieri è quello che mostra come sia presente “un’articolata filiera industriale italiana che mantiene sul territorio nazionale, ad appannaggio degli operatori locali, oltre il 70% del reddito generato dal settore”. Sono molte le piccole e medie imprese che hanno esplorato nuovi sbocchi tecnologici, riconvertendo la propria produzione, creando nuove aziende e dipartimenti specializzati.

La filiera industriale del fotovoltaico  nel nostro Paese - ricorda ancora ANIE/GIFI - vede la presenza come attori di: produttori di materiali (moduli, inverter e componenti elettriche e strutturali); distributori, epc contractor e società di ingegneria; istituti di credito, compagnie assicurative, studi legali, fiscali e notarili; imprese edili; trafilerie, smaltitori amianto, coperturisti, prefabbricatori ecc.”.

E, tra i vantaggi maggiori del fotovoltaico, non va dimenticato il peso quasi trascurabile in bolletta, vale a dire la spesa sostenuta dai cittadini per l'incentivazione: si tratta di circa 1/5 di quanto i consumatori finanziano con la componente A3, l'1,5% della bolletta elettrica totale (elaborazioni dati RETE Imprese Italia 2011). “Nel 2010 il costo del sistema di incentivazione per lo sviluppo del settore fotovoltaico è quantificato in 826 milioni di euro, un valore modesto se paragonato agli oneri A3 complessivi pagati dai consumatori in bolletta, che ammontano a un totale di quasi 6 miliardi l’anno e, soprattutto, se paragonati agli investimenti in tecnologia di origine prevalentemente privata pari nel 2010 a oltre 10 miliardi di euro”, spiega il gruppo.

Infine, gli incentivi sono l’unica soluzione per ridurre i costi della tecnologia e permettere al fotovoltaico di competere nel mercato elettrico con il costo di generazione di energia elettrica prodotta con fonti tradizionali (Grid Parity). Questo, secondo uno studio dell’European Photovoltaic Industry Association accadrà in Italia a partire dal 2013. E’ poi un modo di sbarazzarsi della dipendenza dalle fonti fossili: secondo il GSE il contributo energetico del solare FV a fine giugno 2011 è di circa 8.600 GWh, il 3% del fabbisogno elettrico nazionale, che sostituiscono importazioni di energia primaria fossile per un totale di circa 2 Mtep.

E non dimentichiamo i vincoli del Protocollo di Kyoto: “Con la produzione di 12.600 GWh annui, generati da 10,7 GWp di impianti in esercizio a fine agosto 2011 (dati GSE), si evita di rilasciare nell’atmosfera ben 6,3 milioni di tonnellate di CO2 all’anno – ricorda ANIE/GIFI - L'Italia sta accumulando un debito medio di 0,7 milioni di euro al giorno, ad oggi un debito di 8 euro al secondo, per lo sforamento delle emissioni di CO2 rispetto all'obiettivo previsto dal Protocollo di Kyoto. Sulla base delle stime elaborate dal Kyoto Club sulle emissioni climalteranti, nei primi tre anni di conteggio il nostro Paese ha accumulato un debito di quasi 800 milioni di euro. Realisticamente si può stimare che nel quinquennio considerato dal Protocollo di Kyoto (2008-2012) il debito sarà compreso tra 1 e 2 miliardi di euro”.

Anna Tita Gallo

Dal sito: www.greenbiz.it


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