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Progetto Loto, il fotovoltaico galleggiante sorgerà anche in Puglia

pubblicato 14 ott 2011, 00:15 da Sončna Elektrarna Fotovoltaika
Si chiama Progetto Loto ed è il secondo esempio di fotovoltaico galleggiante realizzato in Italia da Daiet, un'azienda di Cisternino, in provincia di Brindisi. Un'avanguardia a livello mondiale.
Prendendo spunto dal sistema di galleggiamento naturale di alcune piante acquatiche, fra cui i fiori di loto, il nuovo impianto, che sorgerà ad Avetrana, in provincia di Taranto, in un bacino d'acqua lungo la statale per Nardò, rappresenta un esempio perfetto di integrazione ambientale dei pannelli fotovoltaici. Innanzitutto perché non toglie spazio all'agricoltura e inoltre ha un impatto sugli ecosistemi molto limitato, visto che è poco visibile e non compromette l'attività dei bacini, anzi ne riduce l'evaporazione.


Un impianto simile è stato già costruito nel 2008 a Solarolo (vedi la foto in alto a sinistra), in provincia di Ravenna, dalla stessa Daiet, mentre un altro ha visto la luce a settembre a Suvereto, nei pressi di Livorno, e ha il vantaggio ulteriore di essere composto di pannelli a inseguimento solare, che garantiscono una resa del 30% superiore rispetto ai pannelli tradizionali.

L'impianto pugliese, la cui costruzione ha avuto inizio solo pochi giorni fa, è composto da 90 moduli in silicio policristallino, disposti su un'isola di 255 metri quadrati (alla quale si accede per le operazioni di manutenzione da una passerella), per una potenza di picco di 19,80 kW. Progetto Loto, una volta in funzione, produrrà un terzo dell’energia necessaria per movimentare un impianto di pompaggio che raccoglie acque depurate per poi destinarle a usi agricoli.

Secondo quanto afferma Vita Donnaloia, amministratore di Daiet s.r.l., questo progetto "in una prospettiva futura potrebbe essere realizzato anche in mare aperto e con maggiori capacità produttive, anche superiori al MW". L'unico dubbio riguarda l'esposizione dei pannelli all'acqua che col tempo ne potrebbe minare la resa, ma probabilmente la tecnologia, nel corso degli anni, consentirà di trovare una soluzione anche a questo problema.

Emiliano Angelelli

Dal sito: www.nextville.it

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