Curiosita


Le preghiere diventano ecologiche Nasce il capitello fotovoltaico

pubblicato 09 ott 2012, 07:56 da Sončna Elektrarna Fotovoltaika

Nel Veneziano rivisitazione moderna di un'edicola votiva. Pannelli solari sul tetto e illuminazione della Madonna a impatto zero

CEGGIA (Venezia) - Religiosità sostenibile. Preghiere ecologiche. A Ceggia, Comune del Veneziano orientale, si può. Grazie al nuovo capitello... fotovoltaico. Statua della Madonna e pannelli sul tettuccio. E’ stata un’idea di un giovane ingegnere, Roberto Momesso, da poco residente in paese: perché non rendere il capitello di via Salezzo – uno dei più noti nel territorio comunale - simbolo di devozione popolare a Maria, un segno di sostenibilità e, quindi, di rispetto del Creato? Il progetto si è concretizzato e sarà oggetto anche di una tesina per l’esame di maturità del giovanissimo Roberto Vendrame, che ha affiancato Momesso nella realizzazione: sul tetto del capitello sono stati installati dei pannelli solari che forniranno l’energia necessaria per illuminare la statua della Madonna collocata all’interno.

Dal sito: corrieredelveneto.corriere.it

Celle fotovoltaiche a film sottile: abbigliamento che produce energia solare per ricaricare dispositivi

pubblicato 22 mar 2012, 07:35 da Sončna Elektrarna Fotovoltaika   [ aggiornato in data 22 mar 2012, 07:36 ]

Da quando Charles Fritts ha costruito la prima cella fotovoltaica nel 1883 con un’efficienza energetica del 1%, la tecnologia fotovoltaica è stata in prima linea nel movimento di sviluppo di energia solare. Tuttavia, anche dopo più di un secolo e mezzo di sviluppo, i sistemi fotovoltaici sono ancora piuttosto ingombranti, pesanti e poco attraenti. Le Celle a film sottile hanno recentemente fatto la loro comparsa sulla scena e sono state utilizzate in maniera abbastanza efficace per trasformare normali tessuti di uso quotidiano in strumenti di raccolta di luce del sole grazie a polimeri organici. Tutto questo ha permesso a sviluppatori e scienziati di studiare la possibilità di realizzare abbigliamento per la produzione di energia elettrica che può essere utilizzata per ricaricare oggetti di uso quotidiano.

L’utilizzo di celle solari a film sottile viene utilizzata principalmente per realizzare strumenti da campeggio, come zaini, tende e tavoli.  La stessa idea potrebbe benissimo essere applicata ai vestiti. Anche se una sottile pellicola di polimero organico fotovoltaico è basato su circa l’8% di efficienza energetica contro uno a base di silicio di circa il 25-35 per cento, l’abbigliamento ad energia solare sarebbe in grado di essere utilizzato come un modo alternativo di alimentare i nostri gadget elettronici. Gli abiti ad energia solare sono composti da silicio amorfo che è meno efficiente del silicio cristallino utilizzato in panneli solari, ma quello che perde in termini di efficienza può essere recuperato in termini di copertura.

Infatti, una vela su una barca realizzata con celle a film sottile sarebbe molto più efficace per raccogliere la luce del sole di un pannello solare fisso installato sul tetto. Con una superficie molto più grande la raccolta di luce del sole offre al contempo la protezione e la flessibilità e può fornire una valida alternativa al pannello solare fisso. Ciò che rende gli indumenti solari una fantastica idea è il fatto che offre alla gente la possibilità di ricaricare i più comuni dispositivi elettronici portatili, come telefoni cellulari e lettori mp3, quando sono in giro. Di seguito vediamo alcuni abbigliamenti che posseggono celle solari a film sottile per la produzione di energia elettrica.


Giacca ad energia solare: tessuto con celle solari a film sottile

Creata per l’utilizzo da parte dei soldati, la giacca Gcell PV è una grande innovazione che può aiutare i soldati a ricaricare i loro dispositivi elettronici. Per molto tempo i soldati hanno dovuto munirsi di batterie di backup per garantire che i loro gadget non perdessero energia elettrica nel bel mezzo di una missione. Questa giacca fotovoltaica può quindi rivelarsi estremamente vantaggiosa aiutando i soldati a diminuire il peso del loro zaino e al contempo garantendo un flusso continuo di energia pulita. La parte anteriore della giacca è cablata per contenere dispositivi di ricarica mentre il materiale fotovoltaico flessibile mantiene il flusso di energia elettrica. Gli sviluppatori affermano che l’abbigliamento è abbastanza efficiente per offrire agli utenti una carica equivalente a circa 45 minuti di conversazione con telefono cellulare. Possiede una batteria di 2W di potenza.


Giacca con fotovoltaico integrato con piccole celle fotovoltaiche flessibili

Creato da Ermenegildo Zegna Holditalia SpA (Zegna), la Zegna Sport Solar JKT è realizzata mediante cavi tessili speciali in silicio policristallino a base di moduli solari di misura 9 × 5,5 cm. Queste celle solari permettono alla giacca di alimentare 5 volt tramite una connessione USB. Può ricaricare un cellulare completamente in circa 8 ore. La giacca è creata per flettersi con il corpo dell’utente, lasciando piena libertà di movimento a chi la indossa.

Dal sito: bcasa.it

Eco arredo urbano in città. Tecnologia fotovoltaica dalle foglie del fiore di loto

pubblicato 02 mar 2012, 02:11 da Sončna Elektrarna Fotovoltaika   [ aggiornato in data 02 mar 2012, 02:12 ]

In mostra dal 13 Ottobre per SAP 1ª Sustainability Conference, presso l’Energy Park di Vimercate (MB), il progetto Lotus di Giancarlo Zema Design Group, è un sistema modulare e integrato di eco-arredo urbano firmato per LumineXence e sostenuto da un gruppo di aziende specializzate nella produzione di soluzioni tecnologiche innovative applicate allo sviluppo di progetti ecosostenibili. Progettato nel 2010 e prodotto nel 2011, l’accattivante design del sistema Lotus, caratterizzato da un’idea di grande leggerezza e sintesi formale, trae ispirazione dalle foglie del fiore di loto presente in natura e si avvale della tecnologia fotovoltaica per produrre energia pulita a supporto delle sue molteplici funzioni.

E’ infatti concepito come elemento di arredo urbano, particolarmente adatto per aree verdi e di sosta, e come pensilina per la fermata degli autobus, dotata di seduta e corpo illuminante integrati nella struttura, ma può anche essere utilizzato per coprire parcheggi e per erogare energia per il rifornimento delle auto elettriche. La struttura di Lotus è di tipo modulare, il cui elemento base è costituito da un supporto circolare su cui si innestano tre tubolari in acciaio portante dalla forma sinuosa e slanciata (14 cm di diametro e 260 cm di altezza), di cui quello centrale dotato in sommità di corpo illuminante, i due laterali, invece, protesi a reggere la copertura a forma di foglia, costituita da un pannello fotovoltaico capace di generare energia che va dai 500 W di produzione minima (foglia piccola con 4 mq di superficie fotovoltaica) ai 2.8 KW di produzione massima (foglia grande con 19 mq di superficie fotovoltaica).






















Varie sono le combinazioni dell’elemento base, che può essere montato in linea o a raggiera, consentendo il riparo dal sole o dalla pioggia per persone in sosta in aree verdi o in attesa di mezzi pubblici, la copertura per autoveicoli in aree di parcheggio, l’illuminazione dello spazio circostante grazie ai corpi illuminanti in policarbonato a tecnologia Led, l’inserimento sul tubolare centrale di un computer per l’Info point, dotato di presa per il rifornimento di auto elettriche con pagamento a mezzo bancomat o carta di credito, il tutto autoalimentato da pannelli fotovoltaici della copertura.


Il progetto risulta particolarmente innovativo non solo per l’essenzialità della forma e per le tecnologie ecosostenibili utilizzate, ma anche perché consente di personalizzare le combinazioni cromatiche della struttura, grazie all’ideazione di una cartella colori ampia ed esclusivamente basata sull’utilizzo di vernici ecologiche, articolata in tinte più sobrie e neutre per la città e tinte più verdi e brillanti per il paesaggio, tali da ridurre l’impatto visivo del sistema di arredo, consentendo il suo inserimento armonioso negli ambienti a cui è destinato.

Dal sito: architetturaecosostenibile.it

Inchiostri solari: nuova frontiera per il fotovoltaico

pubblicato 13 gen 2012, 02:51 da Sončna Elektrarna Fotovoltaika

Arriva dall’Australia la nuova scoperta che potrebbe essere in grado di aprire un nuovo panorama nel campo delle energie rinnovabili. Brandon MacDonald, uno studente all’ultimo anno di dottorato dell’università di Melbourne, con il supporto del CSIRO (l’Ente Nazionale di Ricerca Australiano) ha messo a punto un nuovo tipo di celle fotovoltaiche così piccole che il loro diametro è di pochi milionesimi di millimetro.

Questa tecnologia si basa su inchiostri contenenti minuscoli nanocristalli semiconduttori, che possono essere utilizzati e stampati su differenti tipologie di superfici. Scegliendo la giusta combinazione di inchiostro e superficie è possibile ottenere efficienti celle solari utilizzando pochissimo materiale ed energia. Le dimensioni talmente ridotte dei nanocristalli fanno in modo che questi possano rimanere sospesi in una soluzione che può essere depositata su un’ampia varietà di materiali tra cui plastica, vetro e metallo. Una volta essiccata essa crea una pellicola sottile ma uniforme che può essere applicata anche in più strati per coprire eventuali difetti di deposizione ed essicazione.

I nanocristalli sono costituiti da un materiale semiconduttore, il tellururo di cadmio, che presenta una forte capacità di assorbimento della luce e che quindi risulta funzionale anche per strati molto sottili. La maggiore economicità dovrebbe essere garantita dalla quantità di materiale utilizzato che corrisponde all’1% di quello che si userebbe per una singola cella in silicio tipico e ad un decimo rispetto alle altre tipologie al tellururo di cadmio.

L’utilizzo di questa tecnologia potrebbe rappresentare una soluzione efficace al problema dell’ingombro e dell’impatto paesaggistico che gli attuali pannelli solari possono presentare: anche se per la loro reale applicazione dovremo aspettare qualche anno, è facile immaginare come questi inchiostri speciali potranno poi essere utilizzati per rivestire numerose e variegate superfici come pareti degli edifici, pensiline o altri elementi di arredamento urbano.

Dal sito: http://www.architetturaecosostenibile.it

L’acqua di mare diventa potabile grazie al fotovoltaico!

pubblicato 20 dic 2011, 03:49 da Sončna Elektrarna Fotovoltaika

Sembra un’enorme zucchina il nuovo impianto a energia solare che permette di trasformare l’acqua salata in acqua dolce. Sì, avete capito bene. Molte sono le strutture che riescono in questo tentativo, ma solo questa di cui vi stiamo parlando è veramente a impatto zero. L’idea è di Phil Pauley e per ora è solo un concept ma se tutto andrà come sperato risolverà non pochi problemi. Pensate a quelle zone costiere, anche italiane, che spesso si trovano a combattere con la scarsità di acqua. Nei periodi estivi non è difficile che i tg diano notizia di camion cisterne che riforniscono le zone più a rischio idrogeologico. Con questa invenzione il problema potrebbe essere risolto. Ma come funziona?

Praticamente questi grandi cilindri vanno immersi nell’acqua salata e non fanno altro che sfruttare il processo di evaporazione dell’acqua integrandolo con l’effetto di separazione delle parti che non interessano. In questo caso il sale. Il progetto è completo e prevede anche l’utilizzo di un sistema autopulente che lascia l’apparecchiatura sempre molto efficiente. Quindi la manutenzione è ridotta all’osso. Nonostante questo però, non è ancora possibile prevedere quanta acqua sarà possibile ottenere con questo sistema. Ma sappiamo che questi giganteschi zucchini (o cetrioli) solari sono trasportabili e quindi riescono a essere posizionati nelle zone di maggior interesse senza nessun problema di sorta. Speriamo che le sperimentazioni, che partiranno a breve, diano i loro frutti. Si tratta di una invenzione degna di nota che potrebbe essere molto utile anche per la Protezione Civile durante le operazioni di soccorso in zone disastrate.

Scritto da Francesca Oliva
Dal sito: www.kyweek.com


Fotovoltaico galleggiante a Colignola

pubblicato 30 nov 2011, 00:46 da Sončna Elektrarna Fotovoltaika   [ aggiornato in data 30 nov 2011, 00:46 ]

Nasce il primo impianto fotovoltaico galleggiante in Italia, un vero esperimento di utilizzo dell’energia solare. Ad ospitarlo un laghetto di Colignola, una frazione del comune di San Giuliano Terme, in provincia di Pisa. L’operazione è stata resa possibile  grazie alla disponibilità del proprietario del lago, l’ingegner Centurione Scotto, ed all’autorizzazione del Comune di San Giuliano Terme.

Il sistema di questo impianto fotovoltaico galleggiante, che potrebbe davvero cambiare il futuro del fotovoltaico,  è protetto da una serie di brevetti ed è chiamato FTCC. L’acronimo sta per “Floating”, i pannelli solari sono tutti galleggianti; “Tracking”, ogni pannello si muove alla ricerca del sole; “Cooling”, i pannelli sono raffreddati ad acqua; “Concentration”, i pannelli concentrano l’energia del sole. Si tratta di un sistema unico in Italia, che possiede già degli impianti galleggianti ma fissi, che non permettono dunque la “concentrazione” dell’energia solare.

Quest’innovativo impianto fotovoltaico, è stato progettato con l’obiettivo di ridurre sia i costi che gli spazi degli impianti fotovoltaici tradizionali. Il nuovo impianto galleggiante può essere installato nei bacini artificiali di origine industriale, come i bacini idroelettrici o i laghi di cava, o nei bacini in cui si raccoglie l’acqua per l’agricoltura. L’impianto di Colignola si estende solo per 300 mq, pesa 7 tonnellate e può  galleggiare a 5 metri di profondità. L’impianto funziona ruotando intorno al suo ancoraggio centrale, ricercando costantemente la migliore posizione per ricevere il sole. Il suo movimento è reso possibile grazie a motori ad elica di circa 300 Watt, alimentati dallo stesso impianto, mentre la struttura viene raffreddata attraverso delle pompe che utilizzano l’acqua del laghetto.

Si stima che la potenza dell’ impianto fotovoltaico galleggiante, completato all’inizio di settembre, sarà di 30 Kw, sufficiente a soddisfare il fabbisogno giornaliero di 10 abitazioni tradizionali.

Tonya Puleo
Dal sito: www.fotovoltaico-news.com

I mille usi del fotovoltaico. Il tavolo solare

pubblicato 21 nov 2011, 03:36 da Sončna Elektrarna Fotovoltaika

Il clamoroso successo avuto dall’energia fotovoltaica negli ultimi tempi ha condotto tecnici e designer di tutto il mondo allo studio di tecnologie sempre più nuove ed innovative in grado di produrre energia pulita e, allo stesso tempo, capaci di integrarsi perfettamente con i diversi contesti della vita moderna. Come la casa, ambiente per il quale gli esperti hanno ideato numerose soluzioni fotovoltaiche dal design intrigante e, soprattutto, dalle notevoli funzionalità in termini energetici.

Un esempio perfetto di quanto detto proviene dai designer newyorkesi Devang A. Shah e Mike Low che hanno a lungo lavorato per produrre uno strumento semplice ma dalla grande utilità e convenienza : il Sun Table, un tavolo in grado di catturare energia solare e  trasmetterla a dispositivi e apparecchi elettronici.

Il tavolo fotovoltaico è stato concepito proprio nell’ottica di integrare al meglio gli strumenti per la produzione di energia pulita con l’ambiente domestico, donando a quest’ultimo un aspetto moderno e tecnologico dall’inconfondibile carattere “green”.
I designer hanno assemblato il tavolo con i pannelli fotovoltaici utilizzando materiali come l’acciaio, l’alluminio, il teak, la fibra di vetro e l’acrilico realizzando un prodotto non solo innovativo ed altamente efficiente ma anche duraturo nel tempo, stimando una vita di almeno 25 anni.
Il tavolo fotovoltaico presenta ulteriori caratteristiche positive, ovvero la sua capacità di riciclo per una percentuale dei materiali del 90%. Un valore notevole che dimostra come il prodotto sia stato realizzato studiando ogni minimo dettaglio dei materiali utilizzati.
Il prodotto è resistente all’acqua e, nonostante il prezzo non sia troppo accessibile, consente nel tempo di diminuire i costi delle proprie bollette, oltre che di inquinare meno l’ambiente.

Dal sito: www.impreseambiente.it


La Torre Eiffel diventa ecosostenibile

pubblicato 07 nov 2011, 03:25 da Sončna Elektrarna Fotovoltaika   [ aggiornato in data 07 nov 2011, 03:28 ]


Negli ultimi tempi gli interventi di riqualificazione energetica sono sempre più frequenti in Italia ed in molti altri paesi d’Europa che, così facendo, convertono strutture ed edifici pubblici al mondo “green” e all’energia rinnovabile. Architetti ed ingegneri esperi del settore sono così costantemente attivi nello studio di forme e strumenti in grado di permettere una perfetta congiunzione tra gli impianti per lo sfruttamento delle energie rinnovabili e l’architettura di edifici e costruzioni che spesso sono simboli storici di città e nazioni.

Proprio come la famosissima Torre Eiffel di Parigi, struttura dal valore inestimabile che fin dalla sua realizzazione ha rappresentato per il territorio un punto di riferimento oltre che di orgoglio e bellezza.

La particolare e caratteristica costruzione parigina, infatti, a breve subirà un restyling fondato sui principi del risparmio energetico e della sostenibilità. La società  che gestisce la struttura ha progettato alcuni interventi che renderanno la Torre Eiffel meno dannosa e più sostenibile a livello ambientale. E’ previsto, infatti, l’inserimento di  4 pannelli solari e 4 pale eoliche per la produzione di energia pulita che permetterà alla struttura di ridurre del 50% il consumo di energia elettrica.
Il costo dei lavori sarà circa di 25 milioni di euro e, per la durata, si stima un periodo di 18 mesi che partirà non prima della prossima primavera.
Gli interventi programmati per aumentare la sostenibilità della Torre Eiffel non sono i primi e, sicuramente, non saranno gli ultimi. Negli scorsi anni, infatti, erano già stati avviati diverse operazioni mirate alla diminuzione dell’impatto ambientale della struttura. Tra queste, c’era stata la decisione di utilizzare vernici ad acqua, la sostituzione delle lampadine con dispositivi a Led dalla maggiore efficienza e la riduzione dello “scintillio” a mezzanotte ridotto a 5 minuti piuttosto che 10.
Lo sfruttamento dell’energia fotovoltaica ed eolica, e tutti gli ulteriori accorgimenti previsti per l’importante e famosa costruzione di Parigi, rendono quest’ultima non solo un grande modello a livello architettonico ed ingegneristico ma anche un esempio di come le nuove tecnologie “green” possano effettivamente essere un ottimo strumento per ridurre il nostro impatto sull’ambiente, tutelando e preservandolo per le generazioni future.

Dal sito: www.impreseambiente.it

Pannelli solari sulla Luna, una speranza per la Terra?

pubblicato 02 nov 2011, 02:56 da Sončna Elektrarna Fotovoltaika   [ aggiornato in data 02 nov 2011, 02:57 ]

Pannelli solari sulla Luna, una speranza per la Terra?

Il futuro energetico della Terra è sempre più in bilico. Il momento storico in cui viviamo è quello delle convulsioni per il passaggio da un passato che contava unicamente sulle fonti di energia fossile ad un futuro, forse, basato solo sulle rinnovabili. 
Ma il problema delle fonti rinnovabili è essenzialmente di spazio: dove mettere così tanti pannelli solari da garantire l’autonomia energetica per i paesi che vogliono usufruire integralmente di una tale fonte di energia? Sulla Luna? Sì, perchè no.

ECCO LUNA RING – E’ un progetto avvenieristico, Luna Ring, che punta proprio a costruire una struttura orbitante intorno al satellite e che sia in grado di trasmettere, mediante microonde o altri dispositivi altrettanto fantascientifici, l’energia prodotta sulla Terra.

La Shimizu Corporation, mediante i suoi laboratori di ricerca, ha svelato un progetto a lungo termine per installare una cintura di pannelli fotovoltaici sulla superficie della Luna. La potenza raccolta dai circa 13mila terawatts di energia solare continua che arriva sulla superficie della Luna ogni giorno sarebbe sparata sulla Terra con microonde o trasmissione laser, dove potrebbe essere usata per gli impieghi più diversi. Uno staff di robot telecomandati sarebbe in rotazione costante per riparazioni e fornire manutenzione per l’installazione di LUNA RING.

Ovviamente i tempi per la partenza di un progetto del genere sarebbero lunghi, visto che non si parla di niente prima del 2035, non proprio dietro l’angolo. Tuttavia, l’intenzione c’è. Anche perchè non serve scoprire qualcosa di nuovo, tutti i componenti tecnici necessari a realizzare qualcosa del genere sarebbero già di largo uso sulla Terra.

Pannelli fotovoltaici, robot telecomandati, laser e microonde sono già utilizzati in situazioni innumerevoli qui sul pianeta. In questo senso, LUNA RING non sembra così raffazzonato.

Il problema, e non è da poco, sono i costi. “Un progetto del genere va oltre qualsiasi prezzo”, dichiara il responsabile della sezione ricerca della Shimizu: “Il prezzo è solo una misura umana”. Come a dire che un progetto del genere segnerebbe il passo definitivo dell’umanità verso qualcosa di ulteriore, verso l’era dello spazio.

Dal sito: www.giornalettismo.com

Fotovoltaico a concentrazione: ora funziona anche di notte

pubblicato 28 ott 2011, 00:27 da Sončna Elektrarna Fotovoltaika   [ aggiornato in data 28 ott 2011, 00:28 ]

Una nuova tecnica che, grazie a depositi di sali fusi e alla capacità di 2650 specchi, permette la produzione di energia elettrica anche in assenza di sole.

Si era già parlato di particolari innovazioni in campo fotovoltaico: dai dispositivi “sun-free”, in grado di produrre energia elettrica sfruttando il calore invece della luce solare diretta, ai nastri flessibili in fluoruro di polivinile in grado di generare elettricità in qualsiasi condizione meteorologica, vento e pioggia compresi.

In questo caso, invece, si parla di fotovoltaico a concentrazione (come la centrale Archimede, in Sicilia). La tecnologia, già conosciuta, cattura la luce del sole attraverso una concentrazione di specchi che raggiungono temperature di centinaia di gradi; grazie al calore raggiunto viene prodotto gas o vapore ad alta pressione con cui si mette in moto un generatore elettrico.

La novità è che, in Spagna, si è riusciti a superare una delle principali criticità delle energie rinnovabili, ossia la discontinuità di produzione. Nell’impianto Gemasolar, di proprietà della Torresol Energy e inaugurato all’inizio del mese vicino a Siviglia, nella Spagna meridionale, per la prima volta si è riusciti a produrre energia anche durante le ore di buio.


Il raggiungimento del risultato si deve a una tecnica innovativa. La centrale da 19,9 MW concentra i raggi solari grazie a 2650 specchi “puntati” verso la cima di una torre di 130 metri. Il calore generato viene poi immagazzinato in depositi di sali fusi che permettono la produzione di energia elettrica in notturna o in assenza di sole: «Il primo mese di operazioni ha superato le aspettative - conferma Frank Wouters, direttore della Masdar power, società degli Emirati Arabi Uniti che compartecipa al progetto insieme alla spagnola Torresol - questa nuova tecnologia può portare a grandi vantaggi per la comunità».

Gemasolar può operare a temperature superiori a 500 °C e genera l’energia necessaria per più di 27.000 case, con un risparmio in termini di CO2 di 30.000 tonnellate all’anno.

In previsione da parte del consorzio proprietario della centrale spagnola c’è la costruzione di altri due impianti simili a Cadice, entrambi da 50 MW. Il costo totale delle tre centrali ammonterà a circa un miliardo di euro: un investimento che verrà ripagato grazie a tariffe elettriche regolate per 25 anni.

Dal sito: gogreen.virgilio.it

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